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La mafia è “un’associazione criminale” fondata su radici ben salde che, nonostante gli anni, ancora resiste.

Nasce in Sicilia nel XIX secolo e con l’immigrazione dei nostri uomini in America, si diffonde in tutto il mondo, diventando un organizzazione affaristico-criminale.

Inizialmente essa ha operato nel sistema economico della Sicilia sfruttando, soprattutto, il latifondo, fino ad arrivare ai giorni nostri, controllando il gioco d’azzardo, la droga, la prostituzione e il commercio con l’estero.

Non bisogna dimenticare i “Grandi” come: Don Pino Puglisi, Giovanni Falcone o Paolo Borsellino che, attraverso la loro audacia e la loro forza di spirito, hanno cercato di combattere la mafia, mettendo a rischio la loro vita e quella dei propri familiari, con l’obiettivo di arginare questo fenomeno illegale.

Falcone in un’intervista disse: “ Si muore generalmente perché si è soli, o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno e in Sicilia la mafia colpisce proprio i servitori dello Stato, che esso stesso non è riuscito a proteggere. Tutto ciò accade perché la mafia è un sistema, ovvero una metafora di potere ed essa si fa Stato dove lo Stato è tragicamente assente”.

LO STATO ASSENTE, denunciava Falcone come un tragica verità che ancora suona come un monito.

Ma lo Stato non  si arrende … Anzi ha cercato, nel corso degli anni, di intervenire per colmare le differenze economiche e sociali tra il Nord (ricco)  e il Sud (povero) e creare un’omogeneità di tessuto sociale per eliminare la povertà, fonte principale della criminalità.

Pensiamo alla “Cassa per il Mezzogiorno”, che però non è andata a buon fine e le imprese ancora scappano dalla nostra “terra” …; scappano per il “prezzo” alto da pagare a queste associazioni criminali.

E’ proprio da qui che deriva il “racket”, che minaccia gli imprenditori, costringendoli a pagare un alto “prezzo” all’organizzazione criminale, in cambio di protezione.

Ma per fortuna ci sono sempre  i “Forti e Coraggiosi” che decidono di non sottomettersi e a testa alta e con dignità riescono a dire NO, denunciando l’illegalità.

Come vincere la battaglia contro la criminalità organizzata?

Certamente ci vogliono uomini coraggiosi come Falcone, Borsellino, Don Puglisi, Libero Grassi…….e tutti coloro che, meno noti, hanno dato un contributo all’ affermazione della “legalità”.

Tuttavia, riteniamo che LEGALITA’ è:

  • dire un NO totale e incondizionato al pagamento di ogni forma di estorsione;
  • dire un NO alla corruzione;
  • dire un NO al reclutamento dei piccoli criminali da parte delle grosse associazioni mafiose e criminali;
  • trasformare la cultura dell’OMERTA’ in cultura della DENUNCIA.

GLI ALUNNI DELL’ISTITUTO SUPERIORE “P.BRANCHINA”- ADRANO

Questo Istituto il 23/05/2015 nel corso della cerimonia di premiazione presso il Tribunale di Catania, ha avuto il riconoscimento del Comando Provinciale Carabinieri di Catania.

Qui sotto la foto della consegna del premio

foto tribunale 061